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Mariella Melon

Entrambe le mie genie presentano avi con la passione per l’alchimia culinaria e una spiccata abilità ai fornelli. Come potrei mai scordare “zia Beppina” e la sua “Trattoria alla Delizia” nella piazza di fronte alla questura di Gorizia. E come non gioire al ricordo del profumo del pane appena sfornato che risaliva al piano superiore e ogni mattina ci trovava ammassati nel lettone con gli altri cuginetti.

Impronta indelebile nel mio cuore di “Teta Tina” la mia zia preferita di oltre frontiera che all’alba, estate o inverno che fosse, infornava le profumate bighe di pane per sostentare con amore la numerosa famiglia. Lei era la specialista della Pinza pasquale, nessuno riusciva a eguagliarla.

Un’estate le chiesi di confidarmi come la facesse e con gli occhi che le brillavano mi passò il suo segreto che risiedeva nel lavoro delle mani. Feci la pinza per la prima volta guidata da lei e da allora diventai per la mia famiglia, con grande onore e immensa gratitudine, la depositaria di questa speciale tradizione istriana.

La lista degli avi con la passione per la cucina sarebbe lunghissima ma anche noiosa. Siccome buon sangue non mente a soli sette anni mi arrampicavo su uno sgabello per arrivare al piano del tavolo per preparare gli gnocchi.

E come dice il saggio cinese “tanto è grande il davanti di una medaglia tanto è grande il suo rovescio”. Direte voi: “E ora cosa centra questa affermazione con la poesia della cucina?”
Centra perché tanto questa passione mi ha accompagnato nella vita, tanto ho patito per il cibo. Sono nata allergica e intollerante purtroppo anche al cibo.

Una tragedia per chi ama cucinare e mangiare ma soprattutto per chi fa sport professionistico allenandosi anche per otto ore al giorno. Ho giocato a basket per ventun anni in serie A e per sedici anni con la Nazionale Italiana viaggiando in lungo e in largo per l’Italia e per il mondo. E’ stata dura sopravvivere ai ristoranti!

Per non parlare poi della bulimia che, compagna fedele e subdola, si manifestava ogni qualvolta l’asticella dello stress si alzava troppo. Che fatica domare questo cavallo impazzito!

A diciott’anni mi regalarono il primo libro sulle virtù della frutta e della verdura, di lì a poco diventai vegetariana, passando per l’igienismo di Shelton e per qualche decennio per la macrobiotica, poi divenni vegana e vegana crudista.

Da quel primo libro non smisi mai di “divorare” libri sull’alimentazione decidendo infine di specializzarmi in Medicina Metabolomica e Nutrizionale e di portare avanti gli studi di Operatrice Olistica specializzata in Nutrizione, a integrazione delle mie lauree e specializzazioni in Scienze Motorie e Sportive, in Fisioterapia, in Osteopatia Posturale, in Ortho-bionomy di cui sono operatrice e insegnante europea e di un triennio in Naturopatia.

Dopo questa bulimia mentale arrivò il momento di mettere allo scoperto anche il lato nascosto ovvero la spiritualità che avevo iniziato a coltivare da adolescente.

Negli ultimi decenni i miei interessi si sono riversati ufficialmente su questo versante. Ho seguito diverse formazioni in Italia e all’estero sulla guarigione energetica per onorare la mia nonna materna “sciamana” la quale mi ha iniziato alla pranoterapia dopo il suo passaggio oltre la grande soglia. Ultimamente ho completato i percorsi proposti da Selene Calloni Williams di Custode del Mantra Madre, Ikigai Mentor, Forest Therapy Guide, Scrittura Creativa, Public Speaking, sto completando il percorso di Life Coaching Immaginale e ho avviato il percorso del Wabi Sabi Mentoring. La mia anima vuole riemergere dalla montagna di conoscenze mentali sotto cui è rimasta sepolta per troppo tempo e desidera inneggiare alla vita in piena libertà.

Con infinito amore mi metto al servizio della Grande Madre in un moto perpetuo che dal cuore passa alle mani e attraverso le mani onora e torna al divino.